Anno 7, settembre 2007, n.1

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COMUNICATO IN OCCASIONE DEL 38° ANNIVERSARIO DELL’INCENDIO NELLA MOSCHEA DI AL AQSA
      
Il 21 agosto 2007 ricorre il 38° anniversario del triste evento dell’incendio commesso da un estremista sionista nella moschea di Al Aqsa il 21/08/1969. In questo giorno i sentimenti di dolore e di rabbia negli arabi e nei mussulmani di tutto il mondo si rinnovano, a causa della violazione da parte israeliana della sacralità della moschea di Al Aqsa. Da quel giorno sciagurato ad oggi, Israele non ha mai posto fine alle aggressioni contro Gerusalemme e contro i luoghi sacri mussulmani e cristiani. La moschea benedetta di Al Aqsa, le sue piazze e le sue porte storiche nonché la città vecchia, hanno subito la maggior parte di queste aggressioni, in evidente violazione del diritto e della legalità internazionali, della Quarta Convenzione di Ginevra e del Trattato dell’ Aia.

Infatti, Gerusalemme oggi è oggetto di una aggressione violenta e totale su tutti i fronti, che mira alla sua giudaizzazione, all’usurpazione delle sue terre e dei suoi luoghi santi, all’estirpazione della sua popolazione, al suo isolamento dal resto dei territori palestinesi attraverso l’intensificarsi degli insediamenti all’interno e intorno alla città, a circondarla dal muro di separazione razziale (la cosiddetta copertura di Gerusalamme), a decretare le leggi razziali nei confronti della sua popolazione e dei suoi abitanti (legge sul ricongiungimento e sulla cittadinanza), al ritiro delle identità, all’imposizione di tasse esorbitanti, e nel proseguimento della demolizione di case con la scusa che siano state costruite senza autorizzazione, malgrado le autorità occupanti non abbiano rilasciato agli abitanti di Gerusalemme che poche decine di licenze di costruzione, vincolate per di più da condizioni proibitive.

L’anniversario dell’incendio nella moschea di Al Aqsa giunge oggi per suonare fortemente il campanello d’allarme, poiché la continua giudaizzazione della città e i numerosi tentativi della demolizione della moschea di Al Aqsa rappresentano l’atto più grave di una lunga serie di aggressioni israeliane che mirano allo sconvolgimento dei monumenti arabi e mussulmani nella vecchia città di Gerusalemme, attraverso la distruzione, la demolizione, la falsificazione e l’alterazione della loro realtà storico-culturale, operazione che ha avuto inizio il 10 giugno 1967 con la distruzione del quartiere maghrebino e lo sgombero dei suoi abitanti; distruzione arrivata oggi fino alla collina dei maghrebini e del ponte di legno adiacente il muro occidentale della moschea e all’avvio della costruzione di un ponte conformemente ad un progetto israeliano che permette, in caso di necessità, l’ingresso di numerosi coloni e forze militari nella moschea di Al Aqsa.

Il Segretariato Generale della Lega Araba, condanna con fermezza l’aggressione e il continuo oltraggio perpetrato ai danni della città e delle sue sacralità, nonché la devastazione della moschea di Al Aqsa, minacciata dal crollo a causa degli scavi continui e la costruzione di gallerie e templi ebraici ad opera di estremisti ebrei capeggiati dai membri dell’associazione “Fedeli del Tempio” e di altre decine di organizzazioni estremiste.

Inoltre, il Segretariato della Lega Araba sottolinea che Gerusalemme e la moschea di Al Aqsa sono una linea rossa per tutti gli arabi, siano essi mussulmani o cristiani, e per tutti i mussulmani del mondo intero, e rifiuta il silenzio della comunità internazionale sugli atti di decimazione commessi da Israele nei confronti del patrimonio della città, sulle procedure intraprese per annetterla e giudaizzarla e sulla profanazione della moschea di Al Aqsa da parte delle associazioni ultra- estremiste, con l’appoggio e il sostegno delle forze di occupazione israeliane.

Il Segretariato Generale della Lega Araba rinnova l’appello agli Stati Arabi e Islamici e alle istituzioni delle loro società civili per sostenere Gerusalemme, la sua popolazione e le sue istituzioni, e per fare fronte alla tirannia di Israele e alla feroce aggressione israeliana subita dalla città e dalle sue sacralità.

Infine, Il Segretariato Generale della Lega Araba mette in guardia tutti coloro che sostengono Israele nell’attuazione della sua politica razzista e nel compimento delle aggressioni contro Gerusalemme e contro le sue sacralità, sia con il silenzio sia con la partecipazione attiva nell’esecuzione di questo grave crimine, dalle conseguenze di tali comportamenti, e ribadisce la sua salda e ferma posizione, che la pace nella regione non può avverarsi senza l’applicazione delle risoluzioni della legalità internazionale su cui si basa l’iniziativa araba di pace e che hanno tutte quante per obiettivo il ritiro completo di Israele da tutti i territori arabi occupati nel 1967, e la creazione di uno Stato palestinese libero e con Gerusalemme la sua capitale.