Anno 7, ottobre 2007, n.2
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COMUNICATO SULLA CONTINUA CONFISCA DEI TERRENI PALESTINESI DA PARTE DI ISRAELE
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Il Consiglio della Lega degli Stati Arabi riunitosi a livello dei delegati in seduta straordinaria il 17/10/2007, sotto la presidenza dell’Algeria e in presenza del Segretario Generale, ha preso in esame le ultime violazioni compiute da Israele nei territori palestinesi; in particolare la decisione del governo israeliano di confiscare 110 ettari di terreno nella zona di Gerusalemme (nelle località di Abu Diss, Al Sawahra, Sharghia, Nabi Mussa, Khan Ahmar) intimandone l’abbandono ai legittimi proprietari attraverso ordinanze militari giustificate come misure di sicurezza per scopi militari. Il governo israeliano ha inoltre concesso, nell’anno in corso, autorizzazioni per circa 6100 nuove unità abitative in Cisgiordania.
A questo proposito, il Consiglio della Lega degli Stati Arabi ha affermato quanto segue:
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La perpetrazione da parte di Israele di atti illegittimi sempre più numerosi, quali la confisca dei terreni palestinesi, si inserisce nel quadro di una politica tesa ad imporre la separazione della parte settentrionale della Cisgiordania da quella meridionale, al fine di isolare la città di Gerusalemme per dominarla e giudaizzarla.
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Le continue provocazioni rappresentate dalla confisca di terre palestinesi da parte di Israele, distruggono le opportunità di pace, minano gli sforzi in corso intrapresi in vista della prossima Conferenza di Pace e pongono diversi interrogativi sulla loro efficacia.
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La condanna della politica colonialista israeliana dimostratasi di fatto in totale contrasto con i requisiti di una pace giusta adottata dalla Comunità Internazionale e sottolineata dai Paesi Arabi nell’ “Iniziativa Araba di Pace”, basata sulla restituzione dei territori palestinesi e arabi occupati, sulla creazione di uno Stato Palestinese indipendente con Capitale Gerusalemme e sulla conclusione del conflitto arabo-israeliano.
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Il monito sui pericoli di una tale politica israeliana e l’invito al Consiglio di Sicurezza, al Quartetto e agli Stati Uniti d’America ad assumersi le proprie responsabilità e ad attivarsi urgentemente per porre definitivamente fine ai piani israeliani d’insediamento, agevolare gli sforzi di pace e spianare il terreno alla relativa Conferenza di Pace.
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La richiesta agli Stati Uniti d’America affinché si assumano la (propria) responsabilità, in quanto promotori della Conferenza di Pace, di adoperarsi con maggior vigore perchè si revochi la delibera di espropriazione dei terreni palestinesi a Gerusalemme Est, si interrompa l’edificazione sia di insediamenti sia del muro di separazione, vengano cessati gli scavi a Bab Al Maghariba e sotto la moschea di Al Aqsa e si rilascino i prigionieri palestinesi.
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Tali azioni da parte di Israele mirano a impedire la creazione di uno Stato Palestinese indipendente e vanificano tutti gli sforzi di pace, compresi quelli tesi allo svolgimento della prossima Conferenza per la realizzazione della pace in Medio Oriente. Inoltre, l’ostinazione di Israele nel continuare l’occupazione dei territori palestinesi e arabi, porterà all’intensificarsi dei disordini e dell’instabilità nella regione.
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( Il Consiglio ha affermato) L’illegittimità della costruzione di insediamenti nei territori palestinesi occupati e richiede alle Nazioni Unite, che hanno responsabilità diretta di attivarsi con urgenza perché venga cessata la costruzione di colonie, si ponga fine all’edificazione del muro di separazione razziale e a tutte le misure adottate da Israele a Gerusalemme; si dia termine alle varie forme di embargo da parte di Israele; si aprano i varchi internazionali e quelli tra la Cisgiordania e Gaza; vengano rimossi tutti gli ostacoli militari nei territori palestinesi; venga posto fine alle devastazioni e alle aggressioni militari israeliane contro le città, i villaggi e i campi palestinesi; si sospenda la cattura dei cittadini palestinesi, in ottemperanza alla Carta, ai principi e alle risoluzioni dell’ONU, e (le Nazioni Unite) richiamino l’attenzione della comunità internazionale e di tutte le organizzazioni internazionali interessate, sulla necessità di intervenire con determinazione affinché Israele desista dalla sua politica colonialista e razzista, sospenda le continue violazioni delle risoluzioni e delle convenzioni stabilite dalla legalità internazionale ed in particolare la Convenzione di Ginevra e il parere consultivo espresso dal Tribunale Internazionale di Giustizia al riguardo.
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